Da oggi si inaugura la rubrica CATTIVISSIMO.
Della serie non è giusto che si parli sempre bene (o benino) di qualcuno, ogni tanto bisogna anche criticare.
Si parte con
SERGIO CAMMARIERE
Mai visto niente di più deprimente. Nel senso dell’angoscia che trasmette all’ascoltatore, peggiorata nel caso esista anche una fruizione video.
Cammariere incarna tutto il nichilismo tipico dei popoli meridionali di una volta, quella voglia di sentirsi vittima a tutti i costi che ormai i meridionali più moderni hanno dimenticato e rimosso a favore di una simpatica esuberanza e voglia di abbattere i confini mentali interni. Nessun Bossi è forte quanto le proprie catene interiori (ve lo dice uno che a Milano è considerato un terrone). E Cammariere oltre alle catene è attaccato al suo vittimismo esistenziale come la patella allo scoglio.
Cammariere incarna tutta la negatività dell’amante tradito e insultato che ha trovato la sua donna a letto con un altro e che masochisticamente le chiede di restare con lui anche come coppia aperta.
Cammariere canta male, sembra un cane moribondo e riesce ad uccidere tutte le poche cose interessanti della sua musica che in realtà è un ricicciaggio di stili messi insieme con il Vinavil.
Cammariere ha una ridicola sciarpetta colorata che vorrebbe posizionarlo come alternativo e un taglio di capelli da fricchettone fallito.
Cammariere si sente un'artista. Incompreso ma artista.
Cammariere solo a SanRemo poteva trovare qualche fesso che lo ascoltasse.
Purtroppo, pare che Cammariere abbia intenzione di fare altri dischi e andare in tournèè.
diamonddog @ 14:04 | commenti (169)(popup) | commenti (169)




