Mi sono chiesto spesso che cosa distinguesse davvero la musica made in USA da quella made in UK.
Entrambe si rifanno alle stesse fonti (il blues, le nenie irish, ecc.).
Entrambe si rivitalizzano nel biennio 50-60 coi ritmi del rock and roll e del beat.
Entrambe vedono morire lentamente il Rock.
Entrambe partoriscono il rigurgito Punk.
Entrambe vedono fiorire, dal crogiuolo del rock-blues bianco, gruppi hard e poi metal.
Pur con alcuni fenomeni estremamente “confinati”, per motivi storici, culturali e antropologici, come il la Psichedelia e il Soul/R&B in USA che si contrappongono a Prog, Glam ed anche un certo maggior attecchimento del Reggae in UK. Fenomeni che però non spiegano la differenza “di fondo”.
Così come non la spiega appieno la profonda influenza che il Folk ha avuto sul prosieguo della musica USA mentre non ha avuto altrettanta su quella UK.
Alla fine mi sono focalizzato su un’idea precisa.
Il MOOD.
Tutto in Gran Bretagna (perfino episodi finto-allegri come il Glam) può essere ricondotto ad una nostalgìa di fondo, uno “spleen” che pervade qualsiasi composizione da quelle dei Beatles a quelle delle popstars di oggi. Uno spleen che ha originato la versione UK della New Wave, profondamente più cupa e depressa di quella USA che invece trovò nella paranoia il suo punto di riferimento.
Uno spleen che non è saudade, ma che ricopre completamente la visione della vita degli anglosassoni e che si avverte ascoltandone le composizioni. Uno spleen che spesso conduce alla "passività", all'accettazione senza combattere, al nichilismo.
In USA invece, a partire dall’inno nazionale, tutto è impostato in modo più “positivo”. Persino la tristezza del Blues, trasmigrando ai bianchi, si è trasformata in rabbia, delusione, a tratti anche violenza. Ma mai in malinconia ambientale come in UK. C’è contemporaneamente l’American Dream e la rabbia per la sua mancata realizzazione nella musica USA. Ma non c’è mai malinconia. E tutto (dai movimenti pacifisti a quelli delle black panthers) è "attivo". Si vuole sempre cambiare il mondo (e non ci si riesce mai) mentre in Europa si sopravvive.
In tutto questo non espimo preferenze né primati, voglio solo constatare le differenze.
E’ un ragionamento un po’ caotico e iper-semplificante. Ma sento che c’è qualcosa di vero.
Spero che da parte vostra, se volete, ci sia qualche “sviluppo” che vada oltre le solite polemiche e il consueto enciclopedismo che descrive senza interpretare.
diamonddog @ 10:46 | commenti (45)(popup) | commenti (45)




