martedì, 08 maggio 2007 | in : attualità, canzoni per, donne in rock
irene
Si tratta per me di una piacevolissima sorpresa.

Tranne qualche pezzo ben azzeccato in passato, non si può certo dire che la mia conterranea Irene Grandi passerà alla storia della canzone, pur non essendo la ragazza disprezzabile né come voce né come passione che mette nelle cose che fa.

Per lei hanno scritto fior di autori (anche Vasco) ed il suo repertorio con gli anni è lievitato progressivamente, consentendole di mettere in piedi il necessario per uno show dignitoso.

Ma sempre di show da Festivalbar si tratta, trasmissione che peraltro qualche sciagurato le ha consentito anche di condurre, obbligandola a ripartire quasi da zero come costruzione d'immagine.

L’ultimo prodotto di Irene però me l’ha veramente fatta vedere sotto un profilo nuovo.

Brucia la città è il pezzo, scritto a quattro mani con Francesco Bianconi, mente dei Baustelle, arrivati a notorietà con il buon album “La Malavita”. Di provenienza Montepulciano (Siena).

La melodia circolare un po’ retro, un po’ sixties, un po’ triste ma anche no, molto ma molto Nada-oriented ma anche un po’ Patty, fa centro subito.

E il pezzo è già tormentone.

Ma un tormentone a mio avviso di un certo livello qualitativo.

Le collaborazioni sono sempre difficili.
Quelle tra toscani, storicamente divisi da campanilismi medievali, sono praticamente impossibili.
Stai a vedere che questa è l’eccezione che non conferma la regola.
diamonddog @ 20:45 | commenti (94)(popup) | commenti (94)