OK. Bon.
Ancora non so se sparerò a zero o blandirò.
Iniziamo e poi vediamo.
Dunque.
Freddie Mercury tempo fa si è alzato dalla tomba tipo zombie, è passato da casa Gibb raccattando i resti dei fratellini e poi un salutino veloce a Elton. Senza dimenticare un rapidissimo ascolto dell’Italian Dance degli anni ’80 e un caffè con Jake Shears e le sue equivoche sorelle.
Poi si è reincarnato di botto in Mika Penniman. Libanese trapiantato a Londra. Forse gay forse no.
Come cantante un portento.
Voce flessibilissima su toni medio-alti, capace di acuti alla Freddie e falsetti alla Barry.
Una canzone esplosiva kitsch e rococò come Grace Kelly gli ha spalancato qualsiasi porta.
Un album variegato brillante e rutilante ma non stupido come Life in Cartoon Motion gli sta spalancando qualsiasi portone.
Pop.
Puro Pop.
Derivatissimo e anche un tantinello cartacarbone (cazzo a volte echeggiano anche gli Alphaville!).
Meno originale e professionale delle Scissor Sisters ma più ficcante e chartabile.
Diobono il ritornello di Grace Kelly: è satanico.
Una volta l’ho sentito, una sola. E non ti esce dalla testa, bisogna ammetterlo.
OK. Bon.
Ho deciso.
Pollice su.
Trash o classe non importa.
Si fa notare.
E, come è già stato scritto altrove (Flavio Brighenti) in un mondo di mezze calzette è impossibile restargli indifferenti o giù di lì.
Amen. Buon weekend a tutti.




